domenica 10 giugno 2012

Jazz - Rendy Weston (meets himself)


Non mi era mai capitato di assistere ad una registrazione così veloce. Ero al numero sette di corso Venezia, la sala d’incisione diventata celebre per aver ospitati tra i più grandi del jazz. Quando arrivai Rendy era già al piano, strimpellava tranquillo ed io tanto per iniziare scattai delle foto. La luce e lo sfondo erano molto interessanti, non ci scambiammo neppure una parola. Poi mi dissero che avrebbero iniziato e quindi uscii, dovevo ricaricare e fare il punto della situazione, sarei rientrato appena possibile. Passata una mezz’ora mi affacciai alla regia e vidi che erano fermi tranquilli, convinto che si stessero prendendo un momento di riflessione chiesi quanto avevo a disposizione per le foto, mi guardarono e indicando la sala, Rendy non c’era più. Gli avevano detto che occorrevano quarantacinque minuti di musica e lui aveva suonato esattamente per quarantacinque minuti dopo di che si era alzato e se ne era andato.
Un pomeriggio di una domenica assieme a Vanda andammo al cinema, in piazza Cavour proiettavano l’ultimo lavoro di Woody Allen “Anny e le sue sorelle”. Il film era molto divertente ad un certo punto della storia Woody incontra una delle sorelle della sua fidanzata in un negozio di dischi a New York, mentre parla e scartabella i dischi ne afferra uno che apre coprendo lo schermo con tutta l’immagine, la copertina di Rendy Weston che avevo fatto per la serie “Meets”, era lì in bella vista.

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